Le Sacre Reliquie di S. Agata

I Reliquiari anatomici, in argento massiccio dorato, sbalzato e cesellato,  sono in tutto sette: due contengono i femori della Santa, due le braccia con le mani, due le gambe con i piedi, una la mammella. Il sacro Velo è da considerare l'ottavo reliquiario. Eseguiti in epoche diverse, risultano dissimili nello stile.
 
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La reliquia del seno
Fra tutte le città italiane di cui S. Agata è compatrona, Gallipoli e Galatina, in Puglia, sono coinvolte in una singolare contesa che vede come protagonista una reliquia di S. Agata, la mammella. Una leggenda diffusa in Puglia spiegherebbe con un miracolo la presenza della reliquia a Gallipoli. Si dice che l’8 agosto del 1126           S. Agata apparve in sogno a una donna e la avverti che il suo bambino stringeva qualcosa tra le labbra. La donna si svegliò e ne ebbe conferma, ma non riuscì a convincerlo ad aprire la bocca. Tentò a lungo: poi, in preda alla disperazione, si rivolse al vescovo. Il prelato recitò una litania invocando tutti i santi, e soltanto quando pronunciò il nome di Agata il bimbo aprì la bocca. Da essa venne fuori una mammella, evidentemente quella di S. Agata. La reliquia rimase a Gallipoli, nella basilica dedicata alla santa, dal 1126 al 1389, quando il principe Del Balzo Orsini la trasferì a Galatina, dove fece costruire la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto, nella quale è ancora oggi custodita la reliquia, presso un convento di frati cappuccini.
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